Introduzione alle Controversie Commerciali Internazionali
Definizione di controversia commerciale internazionale
Una controversia commerciale internazionale si verifica quando due o più parti, appartenenti a Stati diversi, entrano in conflitto in merito a un contratto o una transazione di natura commerciale. Queste dispute possono riguardare la vendita di beni e servizi, gli accordi di distribuzione, la protezione della proprietà intellettuale, i pagamenti internazionali e il commercio elettronico.
La negoziazione internazionale è complessa, poiché coinvolge aspetti culturali, linguistici e legali che si influenzano a vicenda. In un mercato globale in continuo cambiamento, gli aspetti legali sono fondamentali per il successo o il fallimento di un accordo. Oltre a definire i termini economici del contratto, le parti devono anche pattuire quale legge applicare, come strutturare l’accordo, a quale giudice rivolgersi in caso di conflitti o se risolverli tramite conciliazione o arbitrato.
In ambito internazionale, infatti, gli strumenti normativi uniformi tra i Paesi che le parti possono adottare sono pochi e per specifiche materie, ad esempio la Convenzione delle Nazioni Unite contiene regole sui Contratti di Compravendita Internazionale di Merci (CISG), le regole Incoterms della Camera di Commercio Internazionale (ICC) sono comunemente usate nei trasporti, la convenzione internazionale di New York sull’arbitrato definisce un quadro comune per questa modalità di risoluzione delle controversie.
Tipologie di Controversie Commerciali Internazionali
Di seguito vengono analizzate le principali tipologie di dispute che possono sorgere tra le parti coinvolte in transazioni commerciali internazionali, con alcuni esempi concreti.
Contratti internazionali e mancato rispetto delle clausole
I contratti internazionali regolano le relazioni commerciali tra imprese di paesi diversi. Le controversie possono insorgere quando una delle parti non rispetta gli obblighi contrattuali, come il mancato pagamento, la fornitura di beni o servizi non conformi o la violazione di clausole di esclusività.
à Esempio: Un’azienda italiana stipula un contratto con un fornitore cinese per la produzione di componenti elettronici, ma il fornitore non rispetta i termini di consegna o fornisce prodotti difettosi. La società italiana potrebbe dover ricorrere all’arbitrato internazionale, che comporta costi elevati, per ottenere un risarcimento.
Conflitti su proprietà intellettuale e licenze
Le dispute sulla proprietà intellettuale (IP) sono comuni nel commercio internazionale, specialmente in settori come la tecnologia, il farmaceutico e l’intrattenimento. Questi conflitti possono riguardare la violazione di brevetti, marchi, copyright o segreti commerciali, nonché controversie sulla validità e l’applicazione delle licenze di utilizzo. La protezione della PI varia da paese a paese, rendendo cruciale la scelta della giurisdizione e del metodo di risoluzione delle controversie.
à Esempio: Un’azienda italiana che produce software scopre che un’impresa indiana sua partner ha copiato il suo codice sorgente e lo ha venduto come proprio. La società italiana potrebbe avviare un’azione legale per violazione del copyright o cercare di risolvere il problema attraverso un accordo extragiudiziale.
Disaccordi sulla qualità o consegna delle merci
Le imprese che operano su scala internazionale affrontano spesso problemi legati alla qualità delle merci ricevute o ai ritardi nella consegna. Tali dispute possono derivare da differenze negli standard di produzione, da problemi logistici o da malintesi nella documentazione contrattuale.
Esempio: Un’importante catena di distribuzione americana ordina un lotto di abbigliamento da un produttore europeo che si avvale di un subfornitore del Bangladesh, ma al momento della consegna il cliente americano scopre che i tessuti utilizzati non rispettano gli standard concordati. La società americana potrebbe richiedere la restituzione del prezzo o la sostituzione della merce alla società europea.
Problemi legati ai pagamenti e alle transazioni finanziarie
Le dispute finanziarie sono una delle cause più frequenti di controversie internazionali. Possono riguardare il mancato pagamento di fatture, disaccordi sulle condizioni di pagamento, frodi finanziarie o l’applicazione di sanzioni internazionali che impediscono le transazioni.
à Esempio: Una società esporta un macchinario verso un’azienda in Medio Oriente, ma il pagamento viene bloccato a causa di restrizioni bancarie imposte dalle sanzioni internazionali. In questo caso, entrambe le parti potrebbero dover negoziare nuove condizioni o cercare soluzioni legali per sbloccare il pagamento.
Queste tipologie di controversie evidenziano la complessità delle relazioni commerciali internazionali e l’importanza di adottare strategie preventive, come la redazione di contratti chiari e dettagliati, l’uso di strumenti di pagamento sicuri e la scelta di meccanismi di risoluzione delle dispute efficaci.
In un precedente articolo, abbiamo trattato specificamente il contratto commerciale di vendita internazionale.
Cause Comuni delle Controversie
Differenze culturali e giuridiche tra i paesi
Ogni contratto internazionale non può prescindere dalla conoscenza della controparte, il che significa sia acquisire le necessarie informazioni commerciali e finanziarie, sia conoscere il modo di fare affari della controparte. Le differenze culturali esistono e possono condizionare le negoziazioni.
Vi è anche una distinzione fondamentale tra i sistemi giuridici che influenza sia il modo di pensare dei negoziatori, sia la sostanza degli accordi.
Le due principali tradizioni giuridiche sono il diritto civile, diffuso nell’Europa continentale e in molte altre regioni, e il Common Law, prevalente nei paesi anglosassoni come gli Stati Uniti, il Regno Unito e il Canada.
Nel sistema del Common Law, i precedenti giudiziari fanno la legge. Non essendoci norme codificate, se non in certe materie, la redazione dei contratti è estremamente dettagliata al fine di prevedere ogni possibile scenario.
Nei Paesi di diritto civile, invece, l’esistenza di codici e norme scritte in tutti gli ambiti, consente la redazione di contratti più concisi.
Queste differenze influenzano le negoziazioni, poiché un partner statunitense potrebbe preferire termini contrattuali espliciti, mentre un partner italiano o francese potrebbe fare affidamento su definizioni e norme giuridiche preesistenti.
Clausole contrattuali poco chiare o inadeguate
Quando le aziende negoziano accordi internazionali, devono considerare gli aspetti legali che sono presenti in ogni fase di un contratto internazionale, dalla lettera di intenti iniziale fino all’accordo definitivo. Gli imprenditori tendono a concentrarsi sugli aspetti finanziari, trascurando le clausole legali, come le clausole sulle responsabilità, sulla scelta del foro o della legge applicabile, che possono comunque avere un impatto significativo sull’economia del contratto, soprattutto in caso di controversie. Ignorare questi aspetti può portare a perdite finanziarie, battaglie legali, danni alla reputazione o opportunità commerciali mancate.
Mancanza di fiducia tra le parti coinvolte
Soprattutto negli scambi internazionali, se qualcosa non va nel verso giusto, si tende a perdere molto in fretta la fiducia nella controparte, la comunicazione si indebolisce e il dialogo costruttivo, anche a causa della distanza e dei limiti linguistici, diventa molto più difficile. Contrariamente a quanto in genere si pensa, i professionisti legali internazionali seri sono formati per la negoziazione e possono sia favorire il dialogo, sia aiutare il cliente nell’evitare errori di approccio che possono sfociare in un contenzioso pregiudizievole per il cliente stesso.
Strumenti e Soluzioni per Affrontare le Controversie
Quando si scrive un contratto internazionale, è essenziale stabilire in anticipo: la legge applicabile e il foro competente. In altre parole, bisogna decidere quale sistema giuridico regolerà il contratto e quale giudice – o istituzione arbitrale – avrà il potere di risolvere eventuali controversie.
Legge applicabile
Le transazioni commerciali internazionali richiedono un confronto tra le normative applicabili ai contratti. Per evitare contraddizioni tra leggi di diversi ordinamenti, le parti indicano in una clausole specifica, la legge applicabile al contratto. Le opzioni principali per la scelta della legge applicabile includono:
- Legge del proprio paese
- Legge del paese della controparte
- Legge di un paese terzo
- Principi UNIDROIT e/o “lex mercatoria”
In molti casi, le parti optano per leggi di paesi terzi, tipo la Svizzera, in base all’opinione di maggiore neutralità, senza aver verificato se tale scelta sia appropriata alla situazione concreta. Molto spesso, le parti per evitare discussioni, scelgono di non indicare alcuna legge, non preoccupandosi dell’incertezza che ciò potrebbe determinare nell’esecuzione del contratto e del rischio che corrono in caso di controversia.
In alcuni casi, soccorrono le Convenzioni internazionali. Uno degli strumenti legislativi più rilevanti è la Convenzione delle Nazioni Unite sui contratti di vendita internazionale di beni(CISG), adottata nel 1980. La CISG fornisce un quadro uniforme per il commercio internazionale, riducendo le barriere legali tra gli Stati aderenti. Tuttavia, la sua applicazione è limitata ai contratti di vendita di beni mobili e può essere applicata se il contratto la richiama, o se la legge del contratto è quella di uno Stato aderente o se entrambe le parti risiedono in Stati aderenti alla convenzione.
Oltre agli strumenti legislativi, esistono strumenti di soft law che contribuiscono all’armonizzazione del diritto commerciale internazionale, quali i Principi UNIDROIT dei contratti commerciali internazionali che forniscono un regime contrattuale che le parti possono scegliere liberamente. Tuttavia, la loro applicazione dipende dalla volontà delle parti coinvolte che devono espressamente richiamare detti principi nei loro contratti.
In assenza di una scelta esplicita della legge applicabile, entra in gioco il diritto internazionale privato del paese del giudice adito dalle parti. Nel caso dell’Italia, la legge 218/1995 stabilisce criteri per determinare la legge applicabile, ma può lasciare un certo margine di discrezionalità all’interprete, introducendo possibili incertezze.
Foro competente
Allo stesso modo, la clausola sul foro competente determina quale tribunale o ente arbitrale si occuperà delle eventuali dispute. Qui le opzioni includono:
- Giustizia ordinaria (tribunali statali).
- ADR (Alternative Dispute Resolution), come l’arbitrato (giudici privati scelti dalle parti) o la mediazione e la conciliazione, che aiutano le parti a trovare un accordo senza una decisione imposta.
Nell’articolo precedente, abbiamo constatato che, sebbene la giustizia ordinaria rappresenti il metodo più tradizionale e noto per la risoluzione delle controversie, non sempre risulta essere la scelta più adeguata, a causa della lunga durata dei procedimenti, della complessità delle procedure e dei termini perentori, nonché dei rischi legati alla lingua e alla reputazione.
Effettivamente, l’arbitrato è una soluzione sempre più usata perché è più veloce, riservata e flessibile rispetto ai tribunali statali. Le parti possono scegliere arbitri con competenze specifiche i quali emettono una decisione vincolante, chiamata “lodo”. Tuttavia, ha costi elevati, quindi non è adatto per tutte le controversie; inoltre, l’appellabilità della decisione è limitata.
Per usare l’arbitrato, bisogna pattuirlo nel contratto tramite una clausola compromissoria, o separatamente, tramite un compromesso arbitrale. La scelta degli arbitri è fondamentale: devono essere competenti, indipendenti e esperti in relazione alla natura della controversia. Convenzioni internazionali, come quella di New York del 1958, garantiscono che i lodi arbitrali siano riconosciuti in molti Paesi, rendendo l’arbitrato una soluzione efficace per le dispute internazionali.
La mediazione è un altro metodo di risoluzione delle controversie che coinvolge una terza parte neutrale, chiamata mediatore, che aiuta le parti in conflitto a negoziare una soluzione volontaria e condivisa senza imporre decisioni. Questo processo è volontario e flessibile, permettendo alle parti di mantenere il controllo sull’esito e di trovare soluzioni creative. È anche più conveniente rispetto al contenzioso o all’arbitrato, in quanto richiede meno tempo e risorse. Inoltre, favorisce la comunicazione e la cooperazione tra le parti, risultando particolarmente utile nei casi in cui è importante preservare i rapporti. Un altro vantaggio significativo è la riservatezza, che protegge la reputazione personale o professionale delle parti coinvolte. A seguito della direttiva 2008/52/CE del Parlamento e del Consiglio Europeo, gli accordi raggiunti attraverso la mediazione hanno acquisito maggiore forza esecutiva all’interno dell’UE, semplificandone l’applicazione oltre i confini nazionali.
Tuttavia, il procedimento di mediazione presenta anche degli svantaggi. Non essendo vincolante, può rivelarsi inefficace se le parti non trovano un accordo, comportando così una perdita di tempo e denaro. Inoltre, in situazioni di forte squilibrio di potere, una parte potrebbe influenzare eccessivamente l’altra, portando a risultati ingiusti.
Best Practices per Prevenire le Controversie
Per prevenire efficacemente le controversie nei contratti internazionali, è fondamentale adottare alcune best practices:
Redazione di contratti chiari e completi
Definire in modo preciso i diritti e gli obblighi delle parti, specificando termini di pagamento, modalità di consegna, responsabilità e penalità. È essenziale indicare la legge applicabile e la giurisdizione competente, utilizzando una terminologia giuridica chiara per evitare ambiguità.
Inclusione di clausole per la risoluzione dei conflitti
La clausola di risoluzione delle controversie va negoziata in funzione del contratto. In alcuni casi può essere utile fare ricorso a clausole multi step o che prevedano la mediazione, prima di poter agire in giudizio. Quando i valori in gioco sono elevati, può essere utile prevedere nei contratti clausole che stabiliscano l’arbitrato. Nel caso in cui sia importante avere strumenti più rapidi per il pagamento, allora può essere utile inserire clausole di scelta del foro asimmetriche che prevedono che una parte possa agire innanzi ad una sola autorità giudiziaria, mentre l’altra parte (in genere il creditore del pagamento) ha la facoltà di ricorrere ad una pluralità di fori alternativi. Questa clausola è stata ritenuta valida dalla Corte di Giustizia UE, 27 febbraio 2025, C-537/23, Società Italiana Lastre, in base al principio dell’autonomia privata sancito dall’art. 25 del Regolamento UE 1215/2018, in quanto uno sbilanciamento tra le parti è il risultato di una pattuizione accettata volontariamente.
Implementazione di strategie di gestione del rischio
Prima di stipulare un contratto internazionale, è utile condurre una due diligence approfondita sulla controparte per valutarne l’affidabilità, prevedere clausole di forza maggiore per disciplinare eventi imprevisti e stabilire canali di comunicazione efficaci per prevenire malintesi. Monitorare l’adempimento degli obblighi contrattuali e formare il personale sulla gestione dei contratti e sulla risoluzione alternativa delle controversie contribuisce ulteriormente a minimizzare i conflitti.
Adottando queste misure, le imprese possono ridurre significativamente il rischio di contenziosi, proteggere i propri interessi e favorire relazioni commerciali solide e durature.
Conclusione
In conclusione, le controversie commerciali internazionali rappresentano una sfida complessa per le aziende che operano in un mercato globalizzato, a causa delle differenze culturali, legali e linguistiche che influiscono sulle negoziazioni e sui contratti. Tuttavia, è possibile affrontare con successo queste sfide adottando pratiche preventive, come la redazione di contratti chiari, l’inclusione di clausole di arbitrato o mediazione e la scelta consapevole della legge applicabile. Inoltre, mantenere la fiducia e una comunicazione chiara con l’altra parte aiuterà a prevenire le dispute. LEX IBC, con la sua lunga esperienza nella contrattualistica e nel contenzioso commerciale internazionale, è in grado di assistere le imprese in ogni fase del processo, sia all’inizio della trattativa, che nel corso o dopo l’esecuzione del contratto, al fine di superare le difficoltà.
Mariangela Balestra e Marie Vanswevelt
Lex IBC – 2025, Riproduzione Riservata. No text and data mining.

